
In questi 4 giorni a Napoli (che sembravano tanti, ma in realtà sono appena appena giusti) una delle prime impressioni che ho avuto è il grande orgoglio dei Napoletani per la propria città che trapela in ogni scritta sui muri, nei murales e nei racconti delle guide turistiche locali.
Io purtroppo non avevo un accompagnatore locale che certo avrebbe dato valore aggiunto sia alla mia visita che a questo racconto, oltre che a togliermi numerosi dubbi sulla città e le sue contraddizioni. Comunque ci provo. Sono stata catapultata nel vortice Napoli fin dall’ arrivo, dato che avevo scelto un alloggio nel Rione Sanità, ma ecco di seguito cosa ho visto (in ordine sparso)
RIONE SANITA’
Il Rione Sanità è un quartiere colorato, rumoroso e vivace che ha dato i natali anche al grande Totò. Qui infatti si trova la casa dove è nato. Da un vicolo stretto si arriva davanti all’ingresso dell’edificio e una sua gigantografia ci conferma l’ arrivo a destinazione. Si può salire al primo piano fin proprio davanti alla porta di ingresso, ma non si può proseguire oltre dato che l’edificio è un condominio privato ancora abitato che accoglie i turisti in visita
Nel Rione Sanità ci sono altri 2 famosi edifici: Il Palazzo dello Spagnuolo (set cinematografico per tanti film e fiction) e Palazzo San felice a poca distanza l’uno dall’altro. Purtroppo si può entrare solo fino al cortile interno ma la magnificenza è impagabile e i colori cambiano a seconda della luce della giornata (ci sono passata varie volte, visto che alloggiavo lì vicino). Anche questi sono entrambi condomini abitati. Su un cartello all’ingresso ho visto che c’è un cartello con i dati dell’amministratore che si può contattare per una visita, peccato non essermi organizzata in anticipo, quindi lo aggiungo nei tips, perché a saperlo prima ci avrei provato! Passeggiando per la città noterete comunque tantissimi edifici altrettanto maestosi decadenti e affascinanti.
Sempre nel Rione Sanità, in Piazza Sanità si trova il famoso murale Luce, che rappresenta le facce dei ragazzi e ragazze di queste stradine e vicoli, simbolo luminoso di speranza e futuro. Di fronte un altro enorme murale colorato e poco prima di arrivare un altro murale di toto e Peppino. Penso che Napoli sia la città con più murales al mondo. Ogni muro è tappezzato d’arte, murales, citazioni, altari.



QUARTIERI SPAGNOLI, VIA TOLEDO
Il primato per rappresentazione spetta ancora oggi a Diego Armando Maradona. Lo si ritrova dappertutto sotto ogni forma d’arte. Il più famoso è nei Quartieri Spagnoli, che sono strette viuzze laterali di Via Toledo dove i turisti vengono chiamati a gustare lo street food locale , pizza fritta, pizza a portafoglio, cuoppo di terra e di mare. A proposito di Via Toledo: la fermata della metropolitana è diventata super famosa e super fotografata. E’ perché rivestita completamente da mosaici azzurri che danno la sensazione di essere in un mare stellato sospeso nel cielo con un cratere, un’apertura nel soffitto che permette alla luce naturale di entrare . Ecco che mi viene da aprire una parentesi perché con Napoli non si riesce a seguire un filo conduttore, è impossibile. Si passa nello stesso tempo dal sacro al profano alla superstizione, all’eleganza e al caos totale!!!

LE FERMATE DELLA METROPOLITANA
Perciò parlando di Toledo penso alle fermate della metro. Sono da visitare come espressione per lo più di arte moderna o pop art, dove Toledo (per me) passa in secondo piano. La più nuova e bella secondo è Chiaia, una vera opera d’arte. Ma altrettanto belle sono Università e Materdei
Quella che non mi aspettavo fosse così bella e curata (difficile scacciare i pregiudizi) e la fermata di Piscinola – Scampia. Con le sue sedute di legno, le installazioni, l ‘ ordine e la pulizia sembra di essere in una stazione del nord Europa



SCAMPIA
A Scampia non ho potuto non visitare Le Vele, ormai quasi del tutto abbandonate e pare in fase di riqualificazione. Ora è un enorme cantiere presidiato costantemente. Ma quante famiglie ci abitavano? Quante storie di vita ci sarebbero da raccontare? Una signora del quartiere si è accorta con un occhiata che non ero del posto emi ha chiesto se avessi bisogno di aiuto..ma che faccia stupita avevo? Ecco ho perso la mia unica occasione per saperne di più. Peccato!!!

NAPOLI SOTTERRANEA
Il secondo giorno avevo prenotato una visita a Napoli Sotterranea, una visita resa più interessante dalla guida che ha spiegato le origini di queste grotte sotterranee che risalgono ai tempi dei Greci che iniziarono gli scavi per estrarre il tufo, per poi passare in mano ai Romani che ne hanno fatto una rete idrica per la citta (alimentavano i pozzi delle ville) fino a diventare un rifugio durante la seconda guerra mondiale, dove gli abitanti passavano giorni e settimane e su alcuni muri ci sono ancora scritte a testimonianza del periodo. Da questo racconto ho imparato a conoscere una delle tante figure della tradizione napoletana: O munaciello.
Secondo una delle varie leggende, i “munacielli” erano i pozzari che lavoravano in queste cavità e dato che i cunicoli erano bassi e stretti, anche loro dovevano essere minuti e di bassa statura. Conoscendo questi cunicoli alla perfezione, passavano da uno all’altro con estrema abilità. A volte risalivano dal sottosuolo e raggiungevano le ville dove riuscivano ad entrare per rubare qualche oggetto, rifocillarsi o conquistare le donne che vi abitavano. I cittadini che ne percepivano la presenza, li chiamarono “munacielli” perchè indossavano un mantello con cappuccio che li facevano assomigliare a dei frati.
I cunicoli sono tutti agevoli, tranne 2 che sono stretti e bassi. La guida ci ha fatto fare il giro ad anello, sconsigliandolo a chi soffrisse di claustrofobia, ma non l’ho trovato particolarmente soffocante. In questi sotterranei vengono fatti anche esperimenti con le scolaresche, uno dei quali è l’orto ipogeo dove si cerca di fare crescere le piante solamente con la luce artificiale. Per saperne di più, lascio un link di approfondimento: https://www.napolisotterranea.org/il-percorso/il-percorso-orti-ipogei/

SPACCANAPOLI, DUOMO, VIA DEI PRESEPI (SAN GREGORIO ARMENO)
Quando si esce dopo aver passato circa un’ora nei sotterranei della città, ci si ritrova nel caos più totale dell’ affollatissima via Spaccanapoli, alla fine delle quale troverete il grande murale dedicato a San Gennaro .Ancora una volta l’atmosfera cambia completamente. Qui ci sono mille locali, tutti che ti invitano ad entrare. Poco distante ci si ritrova al Duomo di Napoli. L’ assenza di una grande piazza che ci immaginiamo debba esserci davanti al Duomo della città viene ampiamente ripagata dalla sontuosità dell’ interno
A Napoli ci sono almeno due chiese per ogni strada
Camminando sulla Via dei Presepi (Via San Gregorio Armeno) ci si rende conto di quanto siano artisti i Napoletani, ma veramente a 360 gradi!! Mastri artigiani che in piccoli atelier producono opere d’ arte , vendono amuleti, piccoli e grandi show per stupire e divertire i turisti, ce n’è per tutti i gusti. Il presepe di Pasqua è una loro invenzione?
E lo slogan è: “Se non lo abbiamo qualcosa ci inventiamo”
GALLERIA UMBERTO I, PIAZZA DEL PLEBISCITO, CASTEL SANT’ELMO
Gira e rigira ci ritroviamo sempre su Via Toledo. Da qui si attraversa la Galleria Umberto I, luminosa e impeccabile ricorda la galleria Vittorio Emanuele di Milano anche se un po’ più piccola. All’ uscita proseguendo verso destra si arriva sull’ enorme Piazza del Plebiscito . Ci sono passata varie volte in diversi orari e, ad ogni ora cambia aspetto e pubblico. Di giorno brulicante di turisti con spettacoli di artisti di strada, con gente che balla felice, all’imbrunire si trasforma in un campo di calcio dove gruppi di bambini giocano indisturbati e penso che non ci sia niente di più fantastico!!! Oggi che altrove gli spazi per i bambini sono inesistenti o iper regolamentati è bello vedere questa libertà.
Continuando verso il mare si arriva al lungomare Caracciolo, si oltrepassa Castel dell’Ovo (adesso chiuso per restauro). Devo dire che a parte le chiese tutte i musei , mostre ecc sono a pagamento, comunque godersi un lungomare alle spalle del Vesuvio è sempre gratis ..
Prendendo la teleferica si arriva al Vomero e a Castel Sant’elmo. Il consiglio di un’amica era di entrare per godere di un panorama ancora più spettacolare ma siamo arrivati che era già chiuso e mi sono dovuta accontentare del panorama standard-pur sempre spettacolare. La vista sul golfo di Napoli al tramonto lascia senza parole. Per raggiungere nuovamente il centro abbiamo percorso in discesa la Via Pedemantina, una passeggiata a gradoni che permette di godere a tratti il panorama sul golfo di Napoli

Scattando foto, solo grazie allo zoom della mia macchina fotografica, mi sono accorta con mio grande stupore che su alcuni grattacieli in lontananza erano raffigurati Pino Daniele, Massimo Troisi e l’ immancabile Maradona. Quindi, il giorno dopo non ho potuto fare a meno di andare a vedere da vicino un altro contrasto tra folklore ed arte contemporanea.
CENTRO DIREZIONALE
Quei grattacieli che vedevo in lontananza, fanno parte del Centro Direzionale (anche qui la fermata della metropolitana è nuovissima e scenografica, la parte tenuta meglio di tutto il distretto).
E così abbiamo scoperto il complesso dove si trovano i vari uffici istituzionali e municipali . Il Centro è stato progettato dall’architetto giapponese Kenzo Tange. Abbiamo vagato un po’ e finalmente abbiamo trovato le opere raffigurate sui grattacieli, il murale dell’artista napoletano Jorit (che ha fatto anche il murale di San Gennaro) . Questo murale, alto 122 mt è considerato uno dei più alti al mondo.
Poco più in là c’è un’altra opera di Jorit che ha voluto rappresentare 5 campioni sportivi della Campania in occasione delle Universiadi del 2019.
Purtroppo devo dire che il Centro Direzionale sembra quasi abbandonato e mal tenuto, un vero peccato non saperlo sfruttare come meriterebbe.


CRISTO VELATO, MUSEO CAPPELLA SANSEVERO
Cambiando completamente argomento e ritornando in centro storico, un’opera d’arte imperdibile è il Cristo Velato nel Museo Cappella Sansevero. Penso sia un capolavoro unico! Scultura che risale al 1752 di Giuseppe Sanmartino, è una statua scolpita in un unico blocco di marmo che rappresenta Cristo morto coperto da un sudario trasparente, di un realismo impressionante. Purtroppo non è possibile scattare foto o fare video , come c’era da aspettarsi…
Tutta la Cappella trasuda arte, basta alzare gli occhi per entrare in un altro capolavoro del barocco italiano, dai colori accesi ed intensi che sembrano non risentano del tempo che passa.
Dirigendosi verso l’uscita si passa davanti alle famose “Macchine anatomiche”, ricostruzioni perfette o scheletri reali?
MADRE – MUSEO D’ARTE MODERNA
Ho sempre avuto una predilezione per i Musei d’arte moderna, quindi nel pomeriggio ho visitato il museo MADRE. L’entrata del Museo coloratissima e la terrazza all’ultimo piano mi hanno piacevolmente stupito e anche alcune delle installazioni permanenti. Sorvolo completamente sulla mostra temporanea. Forse non dovevo andare dopo aver visto il Cristo velato, proprio lo stesso giorno . Il concetto d’arte, se arte si può chiamare, in questi ultimi 2 secoli è vagamente cambiato…
Non si può parlare di Napoli senza parlare di cibo. Ce n’è per tutti i gusti, di tutti i tipi e per tutte le tasche dalla colazione alla cena
Forse avevo delle aspettative troppo alte, forse ho sbagliato i locali, ma l’unico 10 che mi sento di dare è al mitico babà che non mi delude mai

Voglio però citare il ristorante Annarella, dove siamo entrati per caso, senza leggere recensioni (che ormai non è più una buona idea), ed è stata una bella sorpresa. Primi ottimi, Porzioni abbondanti e buon rapporto qualità prezzo!!
Naturalmente le passeggiate sul lungomare Caracciolo, Margellina e Posillipo meriterebbero un podcast a parte. Sono riuscita a fare lunghissime passeggiate anche non sono riuscita ad arrivare alla fine di Posillipo perché interrotta da una pioggia torrenziale

Napoli: Tante città in una sola, cambi quartiere, cambi prospettiva
Non penso che basti una sola visita per conoscere Napoli e la prossima la vorrei fare con un Napoletano Doc per scoprirne i veri segreti!!
TEN TRAVEL TIPS:
Ecco qua i miei 10 Travel Tips che trovate anche su Facebook
1. Se vuoi visitare l’interno del Palazzo dello Spagnuolo, puoi rivolgerti all’amministratore condominiale come esposto sul cartello apposto al portone di ingresso
2. Attualmente (Pasqua 2025) la fermata Chiaia è utilizzabile solo fino alle 14.50 (informarsi bene presso le altre stazioni)
3. Il costo giornaliero del biglietto della metropolitana, Linea 1 e Linea 2 è di 5,30 € e comprende anche il biglietto per la funicolare
4. Casa di Totò: Si può entrare nel cortile del Palazzo e salire al primo piano fino alla porta di ingresso (non si può proseguire oltre perché è un condominio privato e abitato)
5. Napoli Sotterranea: Si può scaricare l’audioguida dal sito ufficiale, ma essendo una visita guidata non é necessario. Comprate il biglietto online per evitare la fila chilometrica. I cunicoli sono agevoli, tranne gli ultimi 2 tratti, più stretti e bui (portare il cellulare per la luce). Non sono impegnativi ma si possono anche evitare
6. Da Castel Sant’Elmo per tornare nel centro storico di Napoli, si può fare una lunga passeggiata a gradoni in discesa (414 gradoni), che permetto di godere, a tratti di un meraviglioso panorama sul golfo di Napoli – Via Pedemantina
7. Sorbillo non ha una sola pizzeria a Napoli (ma forse sono l’unica che non lo sapeva). Attenzione a dove prenotate. Io ho prenotato la pizzeria di Via dei Tribunali e mi sono presentata nella pizzeria del Lungomare, aspettando così più di un’ora.
8. Castel dell’Ovo è temporaneamente chiuso per restauro (Pasqua 2025)
9. L’audioguida per la visita al Cristo Velato costa 3,50 € ma è assolutamente consigliata per godersi veramente la visita.
10. Infine per ultimo nella lista ma per primo da tenere in mente: ripercorrere le stesse strade più di una volta per scoprire tutte le volte cose diverse, nuovi dettagli.

Se vuoi ascoltare il racconto, lo trovi anche sul PODCAST di TENTRAVELTIPS!!!
